Psicomotricità

LA PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE AL NIDO

L’attività psicomotoria con i bambini del nido si caratterizza come un’esperienza attiva del bambino con l’ambiente; non ha come finalità quella di far apprendere comportamenti motori, ma permettere al bambino di esercitare la sua funzione d’aggiustamento.

La Kiocciola integra la psicomotricità all’interno del suo programma regolare attraverso 10 incontri di una professionista con i bambini, scambi con il personale educativo e con i genitori.

L’intento è quello di proporre, un’attività globale ludica, partendo dalla motricità spontanea del bambino, dalle sue competenze corporee; con tale modalità, si risponde alle esigenze funzionali del piccolo, per aiutarlo a porre le basi strutturali per la realizzazione della sua immagine corporea, della sua personalità e autonomia, creando scambi equilibrati con gli altri e con la realtà che lo circonda.

Questo approccio, permette di costruire e programmare le attività senza forzature, rispettando lo sviluppo e le tempistiche del bambino, con l’intento di sfruttare le sue attitudini; componente fondamentale è il gioco, attraverso cui il bambino si motiva e apprende; la scoperta, la sperimentazione ed il successivo ragionamento sulle esperienze vissute, stimolano l’aspetto cognitivo, grazie alla partecipazione attiva e diretta, dove concretamente il soggetto incontra degli ostacoli e cerca soluzioni al problema, sviluppando il pensiero creativo.

L’aspetto affettivo ed emozionale non può essere trascurato; in primo luogo stando particolarmente attenti a non proporre attività inadeguate, che portino frustrazione e abbassamento della motivazione nel bimbo; in questo caso infatti, l’effetto potrebbe essere frenante per il suo sviluppo armonioso; in secondo luogo, ogni bambino ha un vissuto affettivo personale, a livello familiare, caratteriale, culturale, per cui un intervento educativo errato porterebbe ad una diminuzione della spontaneità creatrice, che si traduce in un impoverimento gestuale, motorio, o addirittura ad una devalorizzazione del corpo e dell’esperienza psicomotoria. Il rischio è che una proposta errata, modifichi l’equilibrio affettivo del bambino, traducendosi in una difficoltà nello stabilire contatti con gli altri o con l’adulto, anche sul piano verbale.

Per questi motivi, il compito educativo é quello di creare uno spazio in cui il bambino possa esprimere il suo bisogno di muoversi, scoprire, sperimentare; questa esperienza espressiva si carica così di contenuti emozionali, aiutandolo a sviluppare un comportamento senso-motorio favorevole all’emergere della funzione d’aggiustamento.

CHI È LO PSICOMOTRICISTA FUNZIONALE?

Lo psicomotricista è lo specialista che favorisce lo sviluppo della persona per mezzo del movimento; il suo intervento educativo, basato sui bisogni e sulle peculiarità di ogni individuo, ha come obiettivo quello di promuovere nella persona di ogni età le potenzialità che le consentano di eseguire un movimento conveniente e adeguato per ogni situazione, un modo di essere efficace sull’ambiente attraverso un’azione giusta nel momento adatto.

L’IMPORTANZA DELLA CONDIVISIONE

L’osservazione svolta sul bambino durante le esperienze psicomotorie è componente fondamentale dell’intervento. Si cerca quindi di creare una sinergia efficace tra lo psicomotricista, le educatrici e chi ruota attorno al bambino, in particolare i genitori. La condivisione dei vissuti familiari diventa parte integrante del percorso di crescita.

“Il progetto di psicomotricità” di Alice Bettagno >